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Red v Green

Yannis Kyriakides + Andy Moor

Review by Stefano I. Bianchi, Blow Up
http://www.blowupmagazine.com

Per quanto sia entrato a far parte degli Ex solo nel '94 e quindi divida con la band anarco-punk olandese solo un tratto della lunga storia e abbia comunque radici diverse, è sempre sorprendente sentire il chitarrista inglese Andy Moor suonare a questa maniera. Da qualche anno difatti si è intrippato di suoni improvvisati e si dedica a collaborazioni che per un membro degli Ex sarebbero state impensabili. Eppure, prima con i Kletka Red, poi con Kaffe Matthews. John Butcher e Thomas Lehn, il chitarrismo in libera uscita di Andy si è progressivamente allontanato dal free-punk per accostarsi a microwaves e avant-jazz, lasciando il suono libero di percorrere sentieri non solo inediti per l'autorc ma anche - e soprattutto - poco battuti in ogni senso.

Prova ne sia questa nuova eollaborazione con il giovane g Yannis Kyriakides (live electronics), certamente la sua miglior uscita da quando lo sentiamo girovagare per gli universi dell'improvvisazìone. La forza di "Red v Green" sta tutta nell'accostamento dei suoni d'origine "punk" prodotti dal chitarrista (che si da da fare anche alle onde radio) e l'elettronica "out", sospesa e interiorìzzata, di Kyriakides: uno scarto apparentemente mal colmabile eppure risolto in maniera sorprendentemente brillante. Moor non viene mai meno all'estetica grezza e aspra che lo contraddistingue, si esalta nella ricerca di timbriche impossibili e stupisce a ogni movimento perla fantasia intimamente "rock" che ne motiva l'essere. Kyriakides segue e com- pleta i suoi movimenti fornendo una gamma estrema- mente varia di colori acidi e dissonanti, sempre perfet- tamente adattati alla bisogna ma senza mai rinunciare alla propria peculiare personalità. Ne vengono fuori così delle jam dal mood terrigno e robusto (il senso d'imminente apocalisse evocato da 3 Lobed 1, la vaga psichedelia blues di Dead Bee), certo non volgari ma indubbiamente distanti dalle raflinatezze e dalle intemperanze, non meno belle ma tutte cerebrali, di altri chitarristi avant come - per citarne due che ci stanno molto a cuore - Burkhard Stangl o Martin Siewert, vedi Time Files, Possible Wheels, The Eye On Its Site o le microvawes umanizzate di Luther e Nocturnal. (8/10)